mercoledì 31 agosto 2016

Massoterapia (felina)



La pressione sembra leggera

come un soffio sul collo.

La bestia, sdraiata, respira

si e stende

le mani si allargano

ovunque, le dita.

Preme e si innesta

come un nervo la sostanza.

 

 

(dedicata a Poldo)


martedì 30 agosto 2016

Fato




Finché la tragedia non ci tocca

 come possiamo capirne la misura?

 Il dramma è una conseguenza del fato;

 noi decidiamo solo

 la vigliaccheria di un atto


.

lunedì 22 agosto 2016

Il mio tempo verrà



C’era bisogno di lacrime
c’era bisogno che piangesse il cielo
per tutto il dolore taciuto.
Noi desideriamo solo
ciò che non possiamo avere
e ci dibattiamo,
falene in mezzo al nulla
solo per il gusto di soffrire.
Poi la pioggia cessa
e tutto ricomincia
sotto il raggio malato di un sole.



giovedì 18 agosto 2016

Stanze



In legno d’ulivo
il mio nuovo tagliere
anche un mestolo,
desideravo in dono.
Non ne ho altri
(compresa la scrittura).

Questo è un tempo
da dedicare ai vecchi.

- Custodire la memoria -
La camera tacita accoglie
geroglifici intorno agli specchi.


lunedì 8 agosto 2016

L'occhio del lago




Tante vite

sono vissute in sordina

nessuno sa niente di nessuno

e la gerla non ha più peso

sulle spalle

quando l’abitudine alla fatica

è la cura.

*

Gli opportunismi popolano il nostro tempo

insidiosi.

Il riparo diviene necessità.


*

 Narciso è colui che non sa trattenere

la folgore di un’espressione

e la divulga.

*

Noi siamo il prodotto del pensiero

viverlo, è un' accordanza

la greca intessuta sul nulla.


*

Brilla come un’iride

l’occhio del lago

lungo i margini dell’orizzonte.

Brilla come brillano le immagini

dentro la mente.

E il varco prosegue nei solchi

di un canto e di un sogno.



mercoledì 3 agosto 2016

hybris



L’inerzia non mi appartiene

così come mai

mi appartiene la vita -

Ora che lo so, qualsiasi cosa accada

sono pronta –

Perché è nel pieno del corpo

che si individua – senza reticenze –

il vuoto e lo spazio

il libero accesso –





giovedì 28 luglio 2016

Pausa blog


1651

Un verbo fatto carne è raro e
consumato tremando
e non diffuso ancora
ma se io mi sbaglio
ognuno ha assaporato
in estasi da ladro
il cibo adatto alla
sua forza individuale -

Un verbo che respira chiaramente
non muore - ed è coerente come Spirito
e spirerà, se Lui -
"si fece carne e venne in mezzo a noi"
non c'è condiscendenza
come questo linguaggio che consente
come questa filologia amata.

*

Emily Dickinson tradotta da Massimo Sannelli