martedì 13 dicembre 2016

Mundus imaginalis



Non compete con l'immaginario
il mondo reale
esso si nutre di flagelli.
L'immaginazione appartiene al sogno
al gioco e all'armistizio.




.
 


mercoledì 16 novembre 2016

Natura morta



Dove sono

i nostri morti?

Frutta morta, la natura

natura morta, il seme.

Il nero del ricordo

consuma l’apparenza.

Rimane l’anguria tagliata

e il freddo colore dei frutti.







.


mercoledì 9 novembre 2016

L'eterno ritorno



Rumore di passi

sull'acciottolato
sorprendono il buio...

ho gli occhi malati
e l'aria gelata li desta.

Vorrei nel tuo verbo sostare
guardarmi dalla tua fronte
scoprire quell'onta che
il margine sfiora.



Così minuscoli siamo

e brevi
nel suono perentorio di campane
in lontananza...

Qualcosa ci unisce
nella sera che accarezza
l'anta aperta sul cortile.



Eco

Può bastare un'eco
nel buio una voce
a rievocare un viso

La frase cancellata ma
presente

Un petalo di mandorlo
che vola.




.


lunedì 31 ottobre 2016

Cantico ai morti




Canto
nel canto
un cantico ai morti
sulle note imbevute
Nel rosso serale.
De Andrè mi accompagna
- i suoi lugubri accordi -
Risvegliano un fuoco notturno.
Lontano
la pelle
riverbera dentro.




martedì 25 ottobre 2016

Vi presento la nuova Emily Elizabeth Dickinson


zia Adelia Bariffi



U s t i c a

 

Isola delle mie estati

Strade di luce sull’orlo di crateri

Sommersi da millenni silenziosi

Civiltà affioranti – tracce di passi, di pensieri.

Tombe rimaste orfane nel vento

Necropoli alte sul mare

Al costone di faro Homo morto

E un ipogeo –

 
Restituisce il tempo nelle campagne

Pietra scheggiata – ossidiana

Impasti di rozza argilla

E impronta di dita a ornamento,

Ceramica nera – frantumi d’anfora –

 

L’antico dolore del mondo

Ancora grida dentro i vasi lacrimali

L’amore umano – la morte -

mercoledì 19 ottobre 2016

Leggendo Thoreau


Camminare invita

alla trascendenza dell’essere

quando il pensiero finalmente si abbandona

assecondando i passi

sentendosi

vuoto e pieno di una materia altra

in perfetta simbiosi

con ciò che calpesta e ciò che sovrasta.






Il taccuino è nuovo
i suoi fogli, bianchissimi.
Io scruto l’orizzonte, oltre l’abetaia....

Ogni intenzione è bene si interrompa
perché lo sguardo non sia vincolato
ma resti sospeso …


Ogni cosa è geometria
triangolo il cielo e triangolo il lago
graffiti le fronde, cosparse di aghi.
Io, al centro a sentire la spinta
tellurica entrare, dirigere i sensi.
Il rombo del fiume sul fianco
annienta il silenzio
annienta il pensiero.








giovedì 13 ottobre 2016

impressioni su: Bastardo posto di Remo Bassini



Tutto ruota intorno alla figura di Paolo Limara, al mistero che lo lega a un manichino senza braccia e senza testa, esposto nella vetrina di un negozio desolato in una provincia dove si respira la mano della corruzione e l’ebbrezza del gioco proibito. Non mi dilungherò sulla trama del romanzo noir ma sulle impressioni ricevute.

Durante la lettura fatico ad inquadrare la personalità di Paolo Limara, il giornalista protagonista che si ritrova a fare i conti con il peso di una rivelazione, che si trova di fronte alla sottile linea rossa della sua solitudine che parla di silenzi e di dolore, di chiusura verso ogni forma di speranza.

Avrei intitolato questo libro: La confessione, perché è da li che tutto prende forma. L’origine del male.

Paolo Limara soffre perché è stato tradito, e non offre chance all’artefice di questa sua condizione di “passività” in cui si rifugia perché non accetta, Paolo Limara, l’amarezza della realtà che lo investe.

Ciò che ho recepito dal personaggio “Limara” è che:

Tutto ruota intorno al tema della verità. Ognuno di noi crede nella sua verità, perché è sempre doloroso conoscere la verità.

Le confessioni sono pericolose anche quando ricoperte dal segreto professionale (e sacerdotale). Le confessioni sono responsabilità allo stato puro, andrebbero fatte solo a dio o alla nostra coscienza. La verità porta spesso a conseguenze imprevedibili perciò andrebbe sempre vagliata in profondità.

Il finale – sorprendente e non banale - lascia intravedere (ed è quasi un sollievo) un barlume di speranza nell’esistenza di un uomo che non ha più la forza di reagire, che si lascia cadere con la naturalezza di un volo verso l’agognata (e meritata) pace.


Una domanda all’autore comunque vorrei farla:
Quando si scrivono romanzi del genere, il personaggio che si individua durante la lettura rispecchia il lettore o rispecchia lo scrittore?


  


mercoledì 5 ottobre 2016

Password



Ci dimenticheremo le password

sommersi come siamo

dal caos

ma nel riordino

troveremo i fili

che ci collegheranno ai ricordi

mantenendo in vita una memoria

umana.




lunedì 26 settembre 2016

Vocatus atque non vocatus, deus aderit.




Il suicidio attira le menti

che hanno esaurito il pensiero.

Non resta più nulla da dire.

Si ritorna alle origini




.


venerdì 23 settembre 2016

Tabula rasa



Blu, come un’ortensia

l’inchiostro è tornato a sporcarmi le mani.

 

*

 

Montaggi

la nostra realtà contaminata

ogni sedimentazione

esige un’espulsione

meglio l’astensione

(con espulsione integrata).

 

*

 

Attingo dal reale

ma ciò che tiene in vita

è sempre l’”altro”.

 

*

 

Io credo che Dio

posi la sua mano sui nostri tratti

quando scopriamo una nuova scrittura

e la correggiamo alla luce

di nuove intenzioni.

 

*

 

Mi hai rivelato

che a leggermi vedi il mio mondo.

È uno specchio il sentire



.

mercoledì 21 settembre 2016

Ontologia del Poeta




Ci sono due tipologie di poeti: la prima non legge nessun poeta, la seconda ne legge molti, anche troppi.
La prima produrrà una serie di presuntuosi che si spacciano per avanguardisti, ma semplicemente vanno ‘ad lumen nasi’, o peggio ancora confondono la poesia con il primo pensiero che frulla in zucca, sono insomma degli ignoranti, dei supponenti, dei palloni gonfiati – e facilmente li si sgonfia… Hanno un’idea solipsistica, onanistica dell’arte, ma che cos’è l’arte se non dialogo col mondo? (autori, lettori, critici, politica religione, costume, e ovviamente la tradizione).
La seconda categoria è quella dei poeti DOC. Il rischio per loro è di sentirsi psicologicamente schiacciati dalla validità o dalla forza o dalla bellezza dei poeti che essi hanno letto. Il pericolo è di fermarsi alla contemplazione, all’ammirazione che toglie la parola di bocca e non vedere gli inevitabili punti di debolezza della loro poetica (che sono poi gli stessi del loro rapporto con il mondo, generati dagli stessi meccanismi mentali).
Il segreto è: leggere, certo, ma pensare nel contempo in modo critico, ossia il saper misurare la via che uno ha intrapreso, ma nello stesso tempo chiedersi se non si possa fare in altro modo, sviluppando intuizioni che inevitabilmente da qualsiasi lettura ci provengono, rispecchiando il nostro tempo ma parlando a tutti i tempi. E’ dalle letture che nasce lo stimolo, perché nella lettura misuri la personalità, il carattere, la psicologia, la visione del mondo di chi scrive e ti rendi conto delle soluzioni che egli ha adottato. In un certo senso ti metti in colloquio con lui e poni domande, contesti, approvi, sviluppi alternative, ecc. ecc. E’ sulla poetica che bisogna ragionare, a cominciare dalla piccolissima, prima ma decisiva domanda: perché io scrivo?
Ti confesso che non ho ancora risposto a questa domanda, ma a volte mi sorge il dubbio che se vi rispondessi smetterei di scrivere, esattamente come se scoprissi con certezza l’esistenza di Dio perderei la Fede. Tuttavia è necessario formularla, e riflettervi a lungo, sapendo che ogni risposta non è quella, o meglio, può essere una risposta per il momento, non definitiva. La tua poesia è, in qualche modo, la tua ontologia.
Dunque, leggi (almeno tu che hai tempo…) ma non lasciarti schiacciare, mettiti in rapporto dialettico con la loro poetica e troverai la tua poesia, che scaturisce non da altro che con il confronto critico con la tradizione e ovviamente i contemporanei.”



[Gianmario Lucini]

lunedì 19 settembre 2016

Icone





Scrivere sotto la brace


dopo aver trivellato i muri


occupandone gli spazi


con icone di madonne


angeli e cristi –


Non importa più


dire o leggere


Fare – Questo ora esige


la mia mano che si spella


e sanguina, ruvida – L’esito.






.

venerdì 16 settembre 2016

mercoledì 14 settembre 2016

Angolino tibetano



Lavaggio delicato
brusìo di centrifuga
l’”allegro spiritoso” di Mozart
spalanca l’ingresso!


*



Nidificano


le vespe

invisibili nidi
al sole e nel vento
a settembre.
Musicanti di Brema inascoltate
le mie stesure
Ma Bachelard
supera ogni nodo, ogni nido
ogni confronto.

*

Senza la prospettiva
di un lago visto da ovest
non esiste orientamento.
La punta del Balbianello
è l’ago
oscilla solo l’occhio.

*

L'orientamento
è stabilito dai poli.
Il lago
e la cima
le due estremità.
Le ombre poi
designano impressioni.

*

Un rettangolo di cielo
è l'incanto
dove il volo della poiana spazia
e luccica
tramanda una verità;
nessuno è solo
e il cielo è una carezza.








martedì 13 settembre 2016

Raccoglimento nell'ombra



L’attimo è fugace
come l’ombra
vista da una seduta.
Veste il monte per metà.
L’altra, in un attimo
si svela.

*

 La medicazione continua
fino al riassorbimento
del derma.
Quando visibile sarà
la cicatrice
ci ricorderemo.


*

 Ricordare è una partecipazione
all’angoscia dell’essere.


*

Il mastello è appeso
(finalmente).
Contiene un geranio
rosso come il bianco
candore di un organo.


*


Girovagare per casa
con un martello in mano
il chiodo in ferro
da infliggere nel muro.
Il tempo non esiste
esiste la disposizione
degli spazi e della mente.

*

Facciamo i conti
con la nostra solitudine
quando possiamo permettercelo.
Magari mentre stiamo stirando
lenzuola fresche di bucato
e ci infiliamo nelle pieghe
spianandole per distendere l’ordine
(un ordine costituito)
facendo attenzione alle pieghe
che poi si riformano.


*

 Questo clima
è favorevole ai gatti.
Le cicale addestrano l’aria
al canto
e la casa vibra
di una natura fertile.
La micia nera allatta il suo gattino bianco
ed è felice.


*

Il lampione
si accende nel sole.
Il vento
disperde le briciole
appena seccate.
È musica il silenzio
nell’attimo che vola.
I muri sono braccia.

*

 Cambiare registro
auscultare l’”altro”.
La materia prima
deriva dal pane
dal figlio e dal padre.
La madre
veste altri riti.

*

 Arriva il riverbero
a chi sa accettare
l’ombra.

*

Addentare un panino
ripieno di coppa e melanzane
fritte in pastella, dorate
sul porfido caldo di sole
nell’angolo quieto.
La pietra assolata in penombra
disegna il piacere.


*

Con quanta grazia
il gatto gioca
stuzzicando la lucertola morente.
Con discrezione
si dilegua alla ricerca
di sempre nuove prede.
A me il compito
di rimuovere il corpo.
Così accade con la scrittura.
Il gioco si misura
con la morte e con la sete.

lunedì 12 settembre 2016

*Inabissarsi*



Ricevo e pubblico, con grande gioia ....

Gentilissima poetessa Carla Bariffi, 

siamo felici di comunicarLe che il suo haiku (il cui primo verso recita "inabissarsi") presentato alla V Edizione del nostro Premio Nazionale di Poesia "L'arte in versi" è stato premiato con il 2° Premio Assoluto nella sezione C - Haiku.

 Nel felicitarci con Lei le alleghiamo alla presente il verbale della Giuria con tutti i nominativi risultati vincitori e le indicazioni in merito all'entità del premio, alla premiazione e alla richiesta di conferma sulla presenza.

Non abbiamo ancora indicato la data di premiazione precisa che, comunque, si terrà a Jesi (AN) in un fine settimana di novembre. A giorni l'Amministrazione Comunale ci darà conferma dello spazio e poi saremo a ricontattarla per comunicarle tutte le specifiche sull'evento di premiazione.

 Grazie e cordialissimi saluti.

 Lorenzo Spurio

Presidente del Premio 


giovedì 1 settembre 2016

Das Lied von der Erde - Il canto della terra








Innamoramento cellulare,

di questo necessita la buona scrittura

oltre a una lettura essenziale

che comprende la malinconica vena

di Mann quando ci parla di Kroger

 

Così mi accingo a spremere

sangue nuovo dalle morsicature

non lasciandole mai cicatrizzare

 

Così mi appresto ad isolare

il contatto col malessere dall’essere

canalizzando una nuova energia.

 



martedì 30 agosto 2016

Fato




Finché la tragedia non ci tocca

 come possiamo capirne la misura?

 Il dramma è una conseguenza del fato;

 noi decidiamo solo

 la vigliaccheria di un atto


.

lunedì 22 agosto 2016

Il mio tempo verrà



C’era bisogno di lacrime
c’era bisogno che piangesse il cielo
per tutto il dolore taciuto.
Noi desideriamo solo
ciò che non possiamo avere
e ci dibattiamo,
falene in mezzo al nulla
solo per il gusto di soffrire.
Poi la pioggia cessa
e tutto ricomincia
sotto il raggio malato di un sole.